Torino, Hotel Ambasciatori, 16 luglio 2013.
Illustri Consiglieri,
Egregio Assessore Cavallera,
L’Associazione
per la Lotta contro le Malattie Mentali – Onlus, referente per il
Piemonte dell’U.N.A.SA.M. Nazionale, ringrazia per l’invito all’incontro
di presentazione e discussione del “Nuovo modello di assistenza
residenziale per la tutela della salute mentale” proposto dal Gruppo
Consigliare Progett’Azione.
Il coinvolgimento delle Associazioni
in una fase di confronto e scambio sui temi della Psichiatria promuove
un dialogo con le Istituzioni e ci offre l’occasione di esprimere il
parere di utenti e famigliari di cui siamo rappresentanti.
Riteniamo
opportuno formulare alcune considerazioni in merito ad alcuni argomenti
trattati nella proposta di Delibera; certamente non in questa sede
possiamo entrare nel merito di ogni singolo passaggio del documento,
augurandoci che si apra una concreta possibilità di scambio e
collaborazione con le Istituzioni.
Innanzi tutto riteniamo
fondamentale la premessa iniziale del documento: riportare l’attenzione
sulla Persona e porre al centro i suoi bisogni.
La centralità
del paziente, considerato come soggetto attivo del proprio percorso di
cura e riabilitazione, il suo diritto a scegliere i luoghi di cura e il
riconoscimento di un potere contrattuale sono elementi fondamentali per
un reale processo di riacquisizione dell’autonomia e riappropriazione
dei comuni, ma non scontati per le persone colpite da disagio psichico,
diritti di cittadino. La co-costruzione di un progetto personalizzato di
inserimento abitativo, la sua costante valutazione e ridefinizione, la
condivisione dei risultati raggiunti e la programmazione delle future
fasi del percorso riabilitativo sono certamente aspetti fondanti per uno
degli assi della riabilitazione psicosociale, l’abitare.
Come
indicato nella proposta, l’inserimento residenziale è solo una delle
risposte di cui dispone il DSM, ma è appunto quella che a volte rischia
di trasformarsi in una “collocazione” del paziente, maggiormente
correlata alla disponibilità del luogo che ai reali bisogni della
persona.
La seconda considerazione, non in ordine di importanza,
è il ruolo che si intende dare alle Associazioni. Certamente
apprezziamo e auspichiamo la funzione di Vigilanza, così come la
possibilità di avere una funzione nell’assistenza domiciliare. Chiediamo
di poter partecipare attivamente a tutte le fasi di necessario
cambiamento verso il quale la Psichiatria dovrà andare, potendo
costituire una piattaforma di lavoro stabile e continuativa nel tempo.
Le
Associazioni sono per eccellenza la “voce” dei pazienti e dei
famigliari e riteniamo di poter essere una risorsa, di poter dare il
nostro contributo nella costruzione di un modello di intervento che
metta davvero al centro la Persona, i suoi bisogni ed i suoi diritti.
La
comune concertazione e progettazione tra le ASL, la Regione, i
fornitori di servizi alle ASL e le Associazioni di utenti e famigliari
rappresenta, a nostro modesto parere, un obiettivo determinante se
davvero vogliamo, tutti insieme, promuovere salute sul territorio.
Torino, 15 luglio 2013 Il Presidente
Dott.ssa Barbara Bosi
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