giovedì 17 ottobre 2013

ALMM: Intervento su proposta di delibera

Torino, Hotel Ambasciatori, 16 luglio 2013.


Illustri Consiglieri,

Egregio Assessore Cavallera,

L’Associazione per la Lotta contro le Malattie Mentali – Onlus, referente per il Piemonte dell’U.N.A.SA.M. Nazionale, ringrazia per l’invito all’incontro di presentazione e discussione del “Nuovo modello di assistenza residenziale per la tutela della salute mentale” proposto dal Gruppo Consigliare Progett’Azione.

Il coinvolgimento delle Associazioni in una fase di confronto e scambio sui temi della Psichiatria promuove un dialogo con le Istituzioni e ci offre l’occasione di esprimere il parere di utenti e famigliari di cui siamo rappresentanti.

Riteniamo opportuno formulare alcune considerazioni in merito ad alcuni argomenti trattati nella proposta di Delibera; certamente non in questa sede possiamo entrare nel merito di ogni singolo passaggio del documento, augurandoci che si apra una concreta possibilità di scambio e collaborazione con le Istituzioni.

Innanzi tutto riteniamo fondamentale la premessa iniziale del documento: riportare l’attenzione sulla Persona e porre al centro i suoi bisogni.

La centralità del paziente, considerato come soggetto attivo del proprio percorso di cura e riabilitazione, il suo diritto a scegliere i luoghi di cura e il riconoscimento di un potere contrattuale sono elementi fondamentali per un reale processo di riacquisizione dell’autonomia e riappropriazione dei comuni, ma non scontati per le persone colpite da disagio psichico, diritti di cittadino. La co-costruzione di un progetto personalizzato di inserimento abitativo, la sua costante valutazione e ridefinizione, la condivisione dei risultati raggiunti e la programmazione delle future fasi del percorso riabilitativo sono certamente aspetti fondanti per uno degli assi della riabilitazione psicosociale, l’abitare.

Come indicato nella proposta, l’inserimento residenziale è solo una delle risposte di cui dispone il DSM, ma è appunto quella che a volte rischia di trasformarsi in una “collocazione” del paziente, maggiormente correlata alla disponibilità del luogo che ai reali bisogni della persona.

La seconda considerazione, non in ordine di importanza, è il ruolo che si intende dare alle Associazioni. Certamente apprezziamo e auspichiamo la funzione di Vigilanza, così come la possibilità di avere una funzione nell’assistenza domiciliare. Chiediamo di poter partecipare attivamente a tutte le fasi di necessario cambiamento verso il quale la Psichiatria dovrà andare, potendo costituire una piattaforma di lavoro stabile e continuativa nel tempo.

Le Associazioni sono per eccellenza la “voce” dei pazienti e dei famigliari e riteniamo di poter essere una risorsa, di poter dare il nostro contributo nella costruzione di un modello di intervento che metta davvero al centro la Persona, i suoi bisogni ed i suoi diritti.

La comune concertazione e progettazione tra le ASL, la Regione, i fornitori di servizi alle ASL e le Associazioni di utenti e famigliari rappresenta, a nostro modesto parere, un obiettivo determinante se davvero vogliamo, tutti insieme, promuovere salute sul territorio.



Torino, 15 luglio 2013 Il Presidente

Dott.ssa Barbara Bosi







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